Il senso della vita
Il senso della vita

Una trasmissione iniziata domenica sera, 27 marzo 2011, condotta da Paolo Bonolis, che con profonda serietà, indaga attraverso le esperienze di altre persone, quale sia il reale senso della vita.
Una domanda a cui è sempre difficile dare una risposta, una domanda che forse molte persone non si sono neanche mai poste..
C’è chi è molto riflessivo, e ogni giorno, prima di addormentarsi, ripercorre la sua quotidianità, e vede se ha portato avanti i suoi valori, se è riuscito, anche se in parte a raggiungere i suoi obiettivi, se ha amato ed è stato amato.
Come quando scampiamo la vita in un incidente, quasi mortale, e siamo lì, ad attendere il carro attrezzi lancia, che porti via la carcassa della nostra auto, che tutto sommato, ci ha salvato la vita..e ci domandiamo quale sia il nostro senso della vita, se l’abbiamo vissuta veramente fino a quel momento?

Devo dire che questo programma mi piace molto, perchè comunque Paolo Bonolis, riesce sempre ad entrare in sintonia con i suoi ospiti, che molto spesso per la profondità dei temi trattati, si commuovono e riescono sempre a confidarsi, facendo comprendere come dietro quella corazza, così dura, per respingere qualsiasi tipo di attacco, ci sia in realtà tanta fragilità.
Alla prossima puntata!
Laura Sangalli





Per quelli che si sono sempre chiesti a cosa serve la matematica nella vita vera, per quelli che quando siamo passati dalla lira all’euro giravano con la calcolatrice/convertitore, per quelli che 7 per 7 fa 57 per via della rima, per quelli che con un gol in più alla Slovacchia passavamo il turno per differenza reti: ecco a voi il premo serial matematico della storia della TV. Dal genio di Ridley “Alien” Scott e del fratello meno visionario Tony “Top Gun” Scott: Numb3rs. E vai con la citazione: Il viaggio di una persona attraverso la vita, è come un sasso che rimbalza sulla superficie dell’acqua, non importa quanto rimane in un punto, dietro si lascia delle ondulazioni: testimonianze del fatto che è stato lí. Studiando queste ondulazioni, possiamo determinare il tragitto di un sasso e con un po’ di matematica ed un po’ di fortuna possiamo determinare da dove è partito il sasso. (Charlie). Il serial si basa sui due fratelli Eppes, l’agente dell’FBI Don (Rob Morrow) e il giovane genio matematico Charlie (David Krumholtz), consulente dell’FBI stessa. Il motivo conduttore è l’utilizzo della matematica, e quindi di Charlie, per risolvere i casi dell’FBI.
Lui è Kyle (Matt Dallas), ma il suo nome gli verrà dato solo in un secondo momento, si sveglia completamente nudo in un bosco alle porte di Seattle. Non sa chi è, non ha memoria, non sa parlare, mangiare, esprimersi, non conosce niente e nessuno e soprattutto non ha l’ombelico. La polizia lo arresta mentre vaga nudo in città e non scoprendo nulla sul suo conto lo porta in un istituto per ragazzi disadattati. L’unico fattore che utilizza per identificarsi è XY il gene che indica il sesso maschile dei mammiferi. Il nostro misterioso eroe viene in un certo senso adottato da Nicole Trager, la psicologa dell’istituto per ragazzi. Kyle ha una velocità di apprendimento impressionate, scopre il linguaggio, la musica, i sentimenti, le emozioni, sembra non avere limiti, legge ad una velocità impossibile e assimila ciò che legge come un PC. A questo punto iniziano una serie di avvenimenti che porteranno a capire chi è il misterioso Kyle e che cercherò di riassumere brevemente: scopriamo una misteriosa organizzazione, la Zzyzx, che sta dando la caccia a Kyle, scopiramo Adam Baylin che sembra Kyle da adulto, scopriamo che Kyle è nato in una capsula surrogato di madre che aveva il compito di incubarlo per più tempo
e Kyle è stato clonato dal suo DNA. Scopriamo altri bambini nati con lo stesso procedimento di Kyle, scopriamo che lo scopo iniziale della Zzyzx era quello di creare bambini tanto intelligenti da assimilare le più disparate tattiche di guerra. Scopriamo che Kyle, quando ancora era rinchiuso, non assimilava tali tattiche era divenuto quindi inutile e doveva essere soppresso, viene salvato da un medico che lo risveglia e lo fa fuggire, poi distrugge la sede della Zzyzx e fa fuggire anche un’altra risvegliata, Jessi XX (stagioni 2-3), misteriosa ragazza che compare nel bosco in circostanze molto simili a quelle di Kyle ma con una variante: Jessi commette un omicidio. Non conosce la differenza tra bene e male e avrà una relazione con Kyle. In America trasmesso da ABC che ha cancellato la serie dopo la terza stagione per calo di ascolti (e quando mai). In Italia trasmessa integralmente da Fox su Sky e da Italia 1 in chiaro. Molto meglio la prima stagione con il mistero della provenienza di Kyle, meno impressionanti le succesive una volta risolto il mistero. Un pò Matrix, un pò Angel Dark (di cui parleremo). Nel complesso è un serial curioso.
Questi sono alcuni esempi di cosa vi aspetterà guardando ONE TREE HILL. Ottimo serial i cui episodi si aprono e si chiudono con le citazioni fuori campo di uno dei protagonisti (per le prime stagioni Lucas). La storia inizia con i fratelli Lucas Scott (Chad Michael Murray) e Nathan Scott (James Lafferty) nati e cresciuti nella cittadina immaginaria di Tree Hill. Stesso padre, Daniel Scott, ex-campione di pallacanestro e madri diverse: Lucas figlio di Karen Roe e Nathan figlio di Deborah Lee. Daniel e Deborah sono sposati e hanno cresciuto Nathan, mentre Lucas e’ stato cresciuto solo dalla madre. I due fratelli, cresciendo in ambienti diversi, divengono persone agli antipodi, Nathan è viziato, giovane promessa della squadra di basket della scuola, playboy e fidanzato (infedele) della bella Peyton Sawyer. Lucas ha l’animo gentile, sensibilità poetica e grande amico della brava Haley James. Unico denominatore comune un talento innato per il basket ereditato dal padre. Il titolo del serial è preso dalla canzone “One Tree Hill” degli U2 che
avvenuto nel 2007, e dato che la matematica non è una opinione il piccolo dovrebbe aver compiuto gli anni nel 2012, ma nessuna stagione si svolge nel futuro. Errore o licenza poetico-televisiva? Senza dimenticare che da una stagione all’altra passano anni interi per poi tornare all’anno precedente nella stagione successiva. In America trasmesso prima da The WB e poi da The CW, in Italia e’ stato trasmesso da Raidue con una programmazione incomprensibile, fra una stagione e l’atra passa un anno e mezzo, poi vengono fatte le repliche appiccicate alle nuove stagioni, poi ancora salti, continui rinvii, prima programmati ad un orario pomeridiano e poi spostati di quasi due ore senza preavviso. Infine è arrivata Mya di Premium (sul digitale a pagamento) che ha ripreso nuovamente tutto dall’inizio trasmettendolo la sera, poi spostando il giorno, poi un blocco, poi ancora repliche, poi spostato al pomeriggio. Insomma che fra l’incostante fattore temporale caratteristico della serie stessa e la sprovveduta programmazione italiana è impossibile capire e seguire totalmente il serial e le storie di tutti i suoi protagonisti. Diventa noioso e incomprensibile. E’ come un materiale prezioso che quando ce l’hai in mano sembra bigiotteria.
Lesbismo, lesbico, lesbica: da Lesbo, isola dell’Egeo che ha dato i natali a Saffo, sopraffina poetessa Greca che esaltò la bellezza della femminilità e dell’eros tra donne. E visto che a TVCheBlog non ci facciamo mancare nulla ecco il serial-saffico piu’ famoso del mondo: THE L. WORD. Al numero 83 della nostra classifica troviamo questo gruppo di donne fuori dagli schemi e sopra ogni pregiudizio. C’è Bette, donna
giornalista bisessuale che non disdegna rapporti a tre, Marina, affascinante gestore di un Bar lesbo, Jenny, insicura ed eterosessuale, che scopre il nuovo mondo in età adulta, c’è Shane, sciupafemmine sfrontata e Dana la sportiva paranoica e insicura. La serie si basa sulle vicende che ruotano attorno a questo gruppetto di lesbiche (nel senso elevato del termine). Le puntate sono senza fronzoli, senza morale, in modo asciutto e deciso ci descrive il mondo omosessuale femminile, dichiarazioni d’amore, coming out, inseminazione artificale, paranoie e problemi ad accettarsi, relazioni familiari e sessuali. Tutto inizia con Tina e Bette che vogliono concepire un figlio con l’inseminazione artificiale. Jenny, vicina di casa di Bette e Tina, scopre, tramite loro, il “The Planet” luogo di ritrovo di un gruppo di amiche, omosessuali e Marina, che infine si innamorerà di lei. Nelle successive stagioni troviamo nuove protagoniste: Dana, famosa tennista professionista che contrarrà un cancro al seno che sarà per lei mortale. Moira, tecnico informatico che decidera’ di cambiare sesso. Carmen, passionale musicista, che verrà abbandonata all’altare da Shane il giorno del matrimonio. Trasmessa in America da Showtime e in italia da Jimmy sul satellitare e La7 in chiaro. Sei stagioni ambientate a West Hollywood (Los Angeles), molte le protagoniste più o meno conosciute, Jennifer “Flashdance” Beals (Bette), Pam “Jackie Brown” Grier (Kit), Laurel Holloman (Tina), Leisha Hailey (Alice) ecc… Per scoprire un nuovo mondo, The L. Word.